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Il Parco di Montioni e Napoleone

storia di una presenza poco nota

C’è un luogo, tra i tanti nei nostri dintorni, che occupa un posto speciale nel mio cuore e che merita una visita in primavera o in autunno, ed è il Parco Interregionale di Montioni situato al confine tra il comune di Follonica e quello di Suvereto.

         La prima volta che ci sono stata mi ci portarono i miei genitori ed ero davvero piccola; loro erano soliti girare per la campagna circostante la città nei periodi di minor lavoro, fare escursioni con gli amici, panini al seguito e coperte per stendersi sui prati. Certamente è per questo che ho imparato ad amare tanto questo territorio, la campagna, la sua storia, la natura; non c’è luogo in cui non abbia un ricordo e di questo non li ringrazierò mai abbastanza.

Ma tornando a noi: di quella gita a Montioni mi rimase impresso il nome di Napoleone e la storia di una principessa che faceva il bagno in una vasca scavata nel terreno. Certo che nell’immaginario di una bimba erano cose grosse! Non sapevo se mi prendevano in giro o no; l’unica cosa tangibile di questa storia era la vasca… non c’era il castello che trovavo sempre nelle favole, non c’era nemmeno un dipinto, un’immagine, un riferimento preciso che potesse convincere di quella storia.

Crederci, non crederci…

         Solo con il tempo, in età più consapevole, ho verificato con mano la bellezza di quella storia e di ciò che ne rimane, il luogo incantato, nascosto dal bosco e dagli immensi cespugli dei morai , il fermarsi del tempo e di pace che lì si respira.

Ho scoperto anche che la principessa era in realtà una granduchessa e si chiamava Elisa, Elisa Bonaparte!

         Nata ad Ajaccio nel 1777 e sorella del più famoso Napoleone, imperatore dei francesi e poi anche re d’Italia dal 17 marzo 1805 all’11 aprile 1814, sposò nel 1797 il capitano Felice Baciocchi, membro della nobiltà corsa e dal quale matrimonio derivò il soprannome di La Baciocca.

Ma cosa ci faceva Elisa Bonaparte a Montioni ?

         Quando Napoleone divenne imperatore di Francia creò e assegnò al cognato il principato di Lucca e Piombino e l’anno dopo vi unì anche il ducato di Massa e Carrara.

Napoleone riconosceva le doti della sorella nel governare con perspicacia e non esitava ad affidarle incarichi delicati, sapendo perfettamente che sarebbe stata lei a governare quel territorio più che il marito; lo dimostrerebbe anche il fatto che successivamente a capo di questa struttura politica che finì per fare capo a Firenze, fu messa proprio Elisa, che ottenne così il titolo onorifico di granduchessa di Toscana.

      Fu così che la famiglia Bonaparte concretizza la sua presenza sul territorio di Maremma e precisamente a partire dal 1809, quando a seguito di una perlustrazione del territorio, Elisa decise di riaprire le miniere di allume scoperte nel XV secolo, ma inattive da lungo tempo, e ordinò che fosse costruito un villaggio presso le antiche cave.

         Il progetto del nuovo villaggio fu affidato all’architetto francese  Bienaimé, che ebbe anche l’incarico di introdurre in Toscana il nuovo gusto razionalista e neoclassico.

         Il villaggio minerario, ribattezzato con il nome di Elisa aggiunto a quello del vicino castello di Montioni, era composto da una serie di abitazioni per i minatori, gli operai, i vetturini e i lavoranti, dai forni per la cottura dell’allume, dalla residenza della principessa – poi divenuta Palazzina del Direttore – e da un bagno termale a suo uso privato, che sfruttava l’acqua calda sulfurea che scaturiva da due polle alla temperatura di 31°. La vasca di marmo usata dalla granduchessa si trova oggi nel giardino del palazzo granducale di Leopoldo II° di Lorena a Follonica.

Il villaggio era dotato anche di una piazza dove furono collocate una cisterna per raccogliere l’acqua piovana per l’uso del palazzo e una stele celebrativa che ricordava l’operato della sovrana ristrutturata e ricollocata al suo posto nel 2018.

Maria Chiara Pierini


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