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Così si diceva… a Follonica

(piccola raccolta di modi di dire della nostra zona)

Anche l’Italia ha un substrato di dialetti che contraddistingue una zona dall’altra, lingue spesso incomprensibili dagli stessi italiani provenienti da un’altra area geografica. Ma ci sono anche semplici parole di uso comune, o modi di dire, che appartengono solo e soltanto a certi paesi.

Essi ci caratterizzano forse come poche altri aspetti e sarebbe un peccato perderli, dal momento che molto raccontano anche della società e dei tempi che ci hanno preceduto contribuendo in materia sostanziale a capirne meglio le origini.

Qui di seguito ne ho raccolti alcuni che fanno parte della mia terra, del mio paese che ora è diventato  una città; li ho messi insieme con l’aiuto di un gruppo di amici che come me hanno voluto ricordarli.

 

 

TRA NIZZOLE E NAZZOLE,  tra una cosa e l’altra

QUESTO TEMPO FA CULAIA,  nell’antica tradizione contadina toscana la “culaia”
era alla lettera “il buzzo degli uccelli morti da un po’, ingrossato per il cadere degli intestini.
Da questa macabra espressione deriva invece l’allegro modo di dire “il tempo fa culaia” per indicare il cielo gravido di nuvole tondeggianti che minacciano di scioglersi in pioggia. E’ un adagio che usa quando il tempo non promette niente di buono e le condizioni meteorologiche sono in peggioramento. (da Adagi Allegri Andanti di Franco Ciarleglio)

NON AVERE VALEZZO, non avere voglia

TARA BARALLA, più o meno

MANGIATORE A UFO, mangiare a carico di qualcun altro.
L’aneddoto vuole che durante la costruzione di una chiesa cattolica, sugli imballi dei materiali usati c’era la sigla A.U.F.O. (Ad Usum Florientia Opera) e ciò non li rendeva tassabili. Dai materiali senza dazi alle cibarie, il passo è breve…

FARE RESPICE FINA, distruggere tutto

RACANATA, litigata

GANZO, carino e simpatico.
L’origine di questa parola sembra derivare dal termine latino, tardo medievale,
“ganea”cioè taverna da cui a sua volta deriva “gangia”= meretrice o abituale frequentatrice di taverne. In seguito e per analogia, la frase avere la ganza o il ganzo, ha assunto il significato di avere l’amante e da quel momento il vocabolo è stato usato prevalentemente come termine dispregiativo. Solo successivamente il concetto “ganzo” si è modificato nell’accezione di persona furba, scaltra, brava, in gamba, che suscita ammirazione e simpatia.

SPOSTATURA, partaccia

DIAMINE! Certamente!

MAH…IO MI TASTO SE CI SO! , non mi sembra possibile!

COLLA FURIA D’ASSAGGIALLO, LO INGOLLO’ BRUCENTE, per la fretta di assaggiarlo lo mangiò che bruciava ancora.

TANTO TONO’ CHE PIOVVE, tanto hai fatto che alla fine l’hai avuta vinta.

TUTTE LE GUAZZE TI BAGNANO, ogni cosa ti fa ammalare.

MI SEMBRI BOGLIOLO, mi sembri poco in forma.

FARE LA CORDELLINA, fare accordi sotto banco.

PORO BRODO, per definire qualcuno un po’ tonto o leggera.

HAI PUNTO PANE? Hai un po di pane?

ANDARSENE QUATTI QUATTI, andarsene piano piano, in silenzio.

AVERE IL CORPO GUASTO, avere lo stomaco o l’intestino in subbuglio.

SE TI BECCO… , se ti prendo….

ANDARE IN PAESE, andare in centro città.

CANTONATA, l’angolo della strada

GREBANO, ignorante nei modi

RUMARE, mescolare, girare una minestra.

ANDARE A BUZZICO, andare a caso.

NAFANTARE, fare in senso scomposto e poco chiaro.

BAZZICARE, frequentare.

MEGLIO AVE’ PAURA CHE BUSCANNE, meglio rinunciare prima di rimetterci.

HAI PIU’ CULO CHE ANIMA, si dice di persona fortunatissima.

RUZZARE, giocare

CONTRO IL CULO E LA CORRENTE NON C’E’ FORA COMPETENTE, contro la fortuna, così come contro la corrente del fiume, non esiste nessuno che li possa gestire.

SEI PEGGIO DEL CIUCO DEL PENTOLAIO, sei messo male fisicamente.

STARE IN PRODA, stare sul ciglio (di un fiume, di una strada,..).

SI’ MEGLIO ! , non ci credo!

SE NON E’ ZUPPA E’ PAN BAGNATO! Sempre della stessa cosa si tratta!

BUCO PILLONZI, posizione prona.

HA LEVATO IL TAPPO ALLA FIASCA, dicesi di persona loquace come un fiume in piena


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