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CANTINE FAMOSE

A pensarci bene non sono trascorsi moltissimi anni da quando, almeno in Italia, un buon bicchiere di vino è entrato a far parte delle nostre uscite con gli amici, insieme alla vecchie e nuove bibite che fanno parte dei più canonici aperitivi.

Se prima la bevanda era per lo più destinata ai pasti, adesso sorseggiare un calice può accompagnare qualsiasi momento della giornata, conoscere etichette e zone di produzione un argomento di piacevoli conversazione, frequentare una fiera dedicata o organizzare addirittura apposite spedizioni, un’opportunità per un fine settimana.

In Italia non è stato un passo scontato, sebbene il nostro Paese abbia conosciuto fin dai tempi degli Etruschi questo nettare naturale e abbia prodotto vino dalla notte dei tempi. Ricordo che molti anni fa (era il 1988) soggiornai per alcuni mesi in Germania: un buon bicchiere di vino, spesso italiano, non mancava mai mentre cucinavano la cena, e se non era prima era dopo tra una chiacchera e l’altra. La ricordo questa cosa proprio perché da noi non si faceva.

In effetti fino ad un certo punto questo era destinato ad un target di persone assai limitato, mentre da circa una quindicina d’anni la degustazione del vino è entrata nelle abitudini, quasi ad essere una prassi ogni qualvolta per esempio ci spostiamo verso nuove destinazioni. Sia che passiamo un fine settimana fuori, o che organizziamo una vera e propria vacanza in Italia o all’estero, insieme alla visita al duomo, al museo o alla caletta nascosta, c’è sicuramente la scoperta del vino tipico della zona. Prima ci bastava farlo attraverso la carta dei vini di un ristorante qualunque, ora si prenota direttamente la visita alla cantina produttrice comprensiva di assaggi, spiegazioni dell’enologo e conseguente acquisto del prodotto preferito.

Intorno a questo, cultura, storia, ambiente, natura, incontri, musica, perché nelle aziende vitivinicole si può fare di tutto da quando sono stati spalancati i grandi cancelli che tenevano fuori i curiosi, mentre le agenzie turistiche, mettendo in campo la loro capacità di incoming, hanno portato il fenomeno ad un escalation che nel 2019 ha visto il 22,3% degli italiani scegliere questa tipologia di esperienza nel momento in cui ha organizzato le vacanze (fonte Agenzia Nazionale del Turismo).

Non solo. Là dove erano presenti grandi nomi legati ad altrettante potenzialità economiche, con a capo imprenditori veri e pure sognatori, è partita anche la gara a chi ha la cantina più bella, grande, tecnologica, firmata, famosa, fotografata.

Ormai è di dominio pubblico: quello che gira intorno ad una bottiglia di vino può essere di tutto e di più, certamente un giro di affari inimmaginabile: dieci miliardi di euro tra esportazioni e consumo interno è la cifra calcolata per la sola Italia. Numeri più che importanti per la nostra economia, che della qualità e della storia di questa antica arte ne ha fatto un tesoro dall’inestimabile valore.

Un settore quindi in costante crescita che ha portato alla necessità di una regolamentazione voluta anche da l’Unione Italiana Vini e dal Movimento Turistico del Vino. Ecco quindi il Decreto Legge su l’enoturismo firmato dal ministro Centinaio, con cui si gettano le prime basi per dare un corretto svolgersi dell’attività in un settore tanto importante quanto ancora poco controllato, permettendo alle aziende di regolamentare le loro attività di accoglienza, di divulgazione e degustazione, proponendo particolari percorsi esperienziali e turistici incentivando il mercato dei viaggi, delle vacanze e del turismo.

Ultima novità: sedute di yoga in vigna, tanto per capirsi. E non è finita qui.

Nel frattempo ci faremo un giro per le cantine della nostra bellissima Maremma, nella parte delle Colline Metallifere dove pare sia stata ampiamente dimostrata la giusta alchimia della terra, del clima e di coloro che ci hanno creduto. A venerdì prossimo.

Maria Chiara Pierini


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